Viaggio a Bali - Bali: il viaggio sotto l'Equatore
Sito ufficiale e portfolio di nozze del fotografo di matrimonio a Lecce Daniele Panareo.
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Il viaggio a Bali – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

Il viaggio a Bali – Bali: il viaggio sotto l’Equatore

Coco De Heaven, Jimbaran, Bali, Indonesia

Seduto al tavolino nella hall del Coco de Heaven, il posto che ci ospita a Jimbaran fino a dopodomani.

Dal momento dell’arrivo dell’aereo Vueling a Fiumicino sono accadute innumerevoli cose: mi sembra di essere partito da un sacco di tempo da Lecce eppure sono passate appena trentasei ore. Anche il nome stesso della mia città, Lecce, mi sembra esotico, lontano.

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Il viaggio a Bali: sala d’attesa dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

Siamo arrivati all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino e poi abbiamo atteso pazientemente l’aereo che ci avrebbe condotto in circa due ore a Francoforte. In aeroporto abbiamo atteso vicino al Gate, seduti dapprima nella zona antistante i bagni, vicino al Mozzarella Caffè e poi ci siamo spostati sulle poltroncine metalliche della wifi zone, adiacente al nostro Gate d’imbarco.

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Il viaggio a Bali: sala d’attesa con zona wifi e stazione caricamento dispositivi multimediali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino.

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Il viaggio a Bali: sala d’attesa con zona wifi e stazione caricamento dispositivi multimediali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino. Tutti in attesa della partenza.

Imbarco con Lufthansa e poi via verso Francoforte. Sui cieli della città tedesca, il nostro aereo ha fatto diversi giri prima di atterrare e ha accumulato un ritardo impressionante. All’arrivo Federica mi ha imposto di correre perché altrimenti non ce l’avremmo mai fatta e ora sono sicuro che abbiamo rischiato veramente di perderlo!

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Il viaggio a Bali: in attesa della partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Destinazione Francoforte!

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Il viaggio a Bali: l’interno dell’aereo della compagnia spagnola Lufthansa.

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Il viaggio a Bali: sul volo i passeggeri hanno diritto ad una solo birra e a quante bibite analcoliche desiderano. Noi festeggiamo con una birretta la partenza!

L’aeroporto di Francoforte è immenso: decine di aerei si inseguono perennemente nel cielo sopra di esso attendendo in volo il loro turno per atterrare.

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Il viaggio a Bali: uno scorcio del paesaggio tedesco come si vede dall’oblò dell’aereo. Il velivolo ha effettuato numerose manovre prima di avere il permesso di atterrare.

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Il viaggio a Bali: uno spiritoso selfie prima dell’atterraggio all’aeroporto di Francoforte.

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Il viaggio a Bali: spazio aereo sui cieli di Francoforte in attesa di atterrare.

Abbiamo corso tanto attraverso i bracci e i diversi terminal dell’aerostazione; fortuna che in alcuni punti il nastro trasportatore ci permetteva di riprendere fiato o di accelerare la nostra corsa. Insomma, spossati e grondanti di sudore abbiamo finalmente raggiunto il nostro Gate (che avevano già chiuso per l’imbarco) e siamo riusciti a salire sull’aereo.

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Il viaggio a Bali: un momento della lunga corsa verso il Gate d’imbarco. L’aereo da Roma aveva accumulato molto ritardo e abbiamo dovuto correre per non perdere la coincidenza con quello diretto in Asia.

La mia prima volta in viaggio su un volo intercontinentale. Noto subito la differenza della prima classe con quella turistica: solamente due poltrone per fila, spazio per distendere le gambe e Tv con schermo più grande. Anche l’economy class non è malaccio! TV, cuscino, coperta, cuffie, monitor personale e abbastanza spazio per avere una seduta comoda e confortevole. Quello che mi ha colpito è la quantità di pasti, cibo e bevande serviti su questi aerei: a poca distanza di tempo dall’ultimo passaggio, le hostess e gli stuart offrono cena, snack, vino, bibite fresche e calde, colazione, pranzo. Federica, nella prenotazione online del volo, fortunatamente ha inserito l’opzione “vegetarian/indu” nella scelta del suo pasto speciale e abbiamo fatto a cambio di portate visto che non gradisco la carne.

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Il viaggio a Bali: cena ad alta quota.

Da qualche tempo, infatti, non sento l’esigenza di mangiare carne e preferisco di gran lunga le verdure e la frutta. Dopo aver guardato due film (Casablanca e The Lego Movie), finalmente sono crollato. Ho scoperto che su alcuni voli fa veramente freddo! A nulla è servita la copertina fornita dal personale di volo… ho indossato la felpa con cappuccio, ho messo i calzini e poi… buio. La mattina ci siamo svegliati con l’aereo che sobbalzava: in quel momento ho provato un po’ di paura perché non sapevo come si ballasse sui voli intercontinentali. Si viaggia a quasi dodicimila metri di quota sull’Oceano Indiano! Pensandoci bene, la cosa più strana che ho notato è che nessuno dei passeggeri, per tutto il tragitto e in tutte le sezioni dell’aereo aveva mai aperto il finestrino. Nessuno aveva avuto la curiosità di guardare fuori il mondo che scorreva sotto!

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Il viaggio a Bali: la tratta più lunga del viaggio a Bali è stata quella che da Francoforte ci ha condotti fino a Kuala Lumpur. I quasi 13000 chilometri passano velocemente se non si ha fretta di arrivare!

Il viaggio è stato molto lungo ma non mi sono affatto annoiato. Io e Fede siamo stati veramente bene insieme, sereni e di buon umore per tutto il percorso. Arrivati a Kuala Lumpur per lo scalo tecnico, dopo dodici ore di volo, è stato un vero piacere poggiare i piedi sulla Terra. Una passeggiatina in giro per l’aeroporto ci ha permesso di sgranchire le gambe.

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Il viaggio a Bali: il tecnologico aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia.

L’aerostazione malesiana è tecnologicamente all’avanguardia, grande ed estremamente pulita. Al centro della struttura si trova un’immensa serra di forma circolare con la riproduzione in scala della foresta indonesiana.

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Il viaggio a Bali: il centro della struttura aeroportuale di Kuala Lumpur ospita una grande serra con la riproduzione della foresta equatoriale.

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Il viaggio a Bali: io a Kuala Lumpur.

Si riparte. Altro volo Lufthansa con pasto incluso e via verso Giacarta. Nella capitale indonesiana il sole è già sceso e prima di dirigerci verso il Gate d’imbarco, girovaghiamo tra i negozietti chiusi e i terminal quasi deserti. Arrivati finalmente nella zona d’imbarco, mi stendo sulle panchine poggiando la testa sullo zaino e sprofondo in un pesante sonno. Lì in sala d’attesa dormo come un bambino per una mezz’ora finché Federica non mi sveglia per l’imbarco.

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Il viaggio a Bali: il volo Lufthansa che da Kuala Lumpur ci ha condotti a Giacarta in Indonesia.

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Il viaggio a Bali: questa è la prima foto che ho scattato appena messo piede in Indonesia. L’aeroporto è quello di Giacarta e da qui dopo qualche ora saremmo partiti per Bali.

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Il viaggio a Bali: la prima cosa che bisogna fare entrti in suolo indonesiano è quella di pagare il “Visa on arrival”, il visto d’ingresso di 35 dollari USA.

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Il viaggio a Bali: il pagamento può avvenire in dollari USA, euro o rupie. Conviene pagare in rupie indonesiane perchè il tasso di cambio forfettario che applicano gli impiegati è superiore a quello effettivo.

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Il viaggio a Bali: un selfie nel terminal dell’aeroporto di Giacarta in attesa del nostro volo per Denpasar, Bali.

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Il viaggio a Bali: con la ricevuta del “Visto all’arrivo” bisogna dirigersi verso l’ufficio immigrazione dove, dopo una lunga fila, l’incaricato esaminerà il passaporto, il visto e i documenti di viaggio. Se tutto è in regola applicherà il famoso timbro sul vostro passaporto.

Anche qui sul volo della Garuda Airlines ci servono un abbondante pasto dopo il quale ci addormentiamo. All’arrivo non crediamo ai nostri occhi: è l’una di notte e ci troviamo a Bali! L’uscita dell’aeroporto di Denpasar ci attrae magneticamente e subito ci troviamo fuori, a respirare l’aria balinese. Con estrema facilità ci dirigiamo verso la compagnia che gestisce i taxi “Taxi Service” che con tariffario smista le persone in giro per l’isola. Ne prendiamo uno per il Coco De Heaven al costo di 100.000 rupie.

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Il viaggio a Bali: questa foto l’ho scattata appena arrivati a Denpasar. Siamo nel parcheggio all’uscita dell’aeroporto. Stanchi ma felici ed emozionati eravamo nel pieno della nostra avventura.

Mancia? Non se ne parla proprio… sono stanco e voglio fare una doccia! Nella hall della nostra residenza, ci accoglie un ragazzo dai modi gentili che ci spiega come muoverci in città, come noleggiare un motorino e che la colazione il giorno successivo sarà fino alle dieci. Ci congediamo con un gran sorriso e ci dirigiamo verso la nostra camera. Qui doccia depurativa e poi tutti a letto. Siamo stanchissimi ma il sonno non arriva perchè increduli ed eccitati rimaniamo svegli a fantasticare sul nostro viaggio.

Domattina alle sei ho appuntamento con il tipo che noleggia scooter. Mi cade l’occhio sulla figura di una donna che sembra stia nel soggiorno di casa sua: asciugamano in testa, canottiera nera, Tablet in mano e piedi poggiati sulla sedia di fronte.

E’ Federica! Io vado a nanna!

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