Scelta dell'obiettivo 1 - Fotografo matrimonio Lecce, wedding in Salento
Sito ufficiale e portfolio di nozze del fotografo di matrimonio a Lecce Daniele Panareo.
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Scelta dell’obiettivo 1

Scelta dell’obiettivo 1


Foto e video

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Obiettivo

La scelta dell’obiettivo e più nello specifico della focale è veramente importante ai fini di ottimi flussi di lavoro e gestione delle scene.

Uno dei primi errori che si commette nell’approccio alla fotografia con corpi macchina sui quali possono essere montate ottiche differenti è quello di scegliere obiettivi grandi, zoom e dalle molte lunghezze focali. Il fotografo alle prime armi, infatti, associa un’elevata versatilità dell’apparato ottico a una migliore risposta in termini di quantità di immagini “buone” scattate in differenti condizioni.

E’ così allora che i produttori associano ai corpi reflex consumer, ottiche zoom standard e tele. Un esempio, tra i più classici, è quello del kit: corpo + 18-55 mm + 55-250 mm o simili. In questo modo il neofita della fotografia ha tutta una gamma di lunghezze focali da scegliere.

A me non piace molto questo sistema “commerciale” di offrire tutto a tutti e a qualunque costo.

In primis perché chi non conosce viene “forzato” all’acquisto da promozioni e offerte per cose che magari neanche gli servono.

In secundis perché bisogna avere chiare le idee su cosa si vuole fare con la macchina fotografica, altrimenti si rischia di rimanere in uno stato di “semimediocrità” per molto tempo. Un esempio molto calzante, in campo diverso, è quello del tipo che vuole acquistare una bicicletta nuova: vuole una bici per andare a fare la spesa o a lavoro; allora sceglie una mountain bike perché gli piace anche l’idea (e solo quella) di fare passeggiate su sterrati e scampagnate in montagna. Bene, compra la mountain bike super tecnica; però non aveva considerato che abita nel centro della città e che il battistrada tacchettato lo fa faticare il doppio e su asfalto bagnato il grip è minimo. Inoltre la postura su quel tipo di bici è sportiva e scomoda per lui che va a lavoro in giacca e cravatta. Allora la lascia accantonata nel garage nella speranza di utilizzarla nel suo prossimo trekking sull’Himalaya. Perché allora non ha preso una bici da passeggio? Perché impelagarsi in cose che non ci appartengono?

Con questo esempio (volutamente esagerato) ho voluto descrivere una situazione molto comune. Nella fotografia avviene la stessa cosa e molto spesso la questione è amplificata perché al livello tecnico si aggiunge anche una componente artistica che ci fa perdere di vista quello che realmente ci piace.  A cosa serve un super tele che zoomma fino a 300mm se fai fotografie al cane e a tuo figlio da cui ti allontani al massimo di qualche metro? Certo, qualcuno potrebbe obiettare che se vado al parco e mentre fotografo mio figlio seduto sull’altalena potrebbe passare uno scoiattolo sull’albero lontano e quindi potrei immortalarlo. Ora, questo è proprio l’opposto di quello che si intende per fotografia: in quanto tale, essa scrive con la luce e prima di scrivere qualcosa chiunque pensa o ha una visione più o meno chiara di quello che sta per scrivere (non mi riferisco alla scrittura di getto o emotiva). Se stai scrivendo di tuo figlio come fai a scrivere dello scoiattolo solo perché in quel momento ti è venuto in mente? Se lo farai, non credi che quello che potrai scrivere di uno o dell’altro sarà approssimato proprio perché non era quello di cui in realtà volevi scrivere? Se poi qualcuno fa solo foto e vuole solo fare foto per poi dire che ha visto uno scoiattolo è un altro conto. Ma la scrittura con la luce, così come quella con la penna, prevede una grammatica, una sintassi e comunque un approccio più viscerale.

Questa è una faccenda molto delicata perché un conto è scattare fotografie (per ricordo, per immortalare il momento, per il piacere di osservare) e un conto ben diverso è Fare Fotografia.

Quindi, così come avviene per la scelta della fotocamera, le variabili che regolano la scelta dell’obiettivo sono molte e nessuna può essere trascurata.